mercoledì 20 giugno 2018

L'URLO GHETTIZZANTE

Che cosa contraddistingue un contesto popolare, inteso come ghetto omogeneo culturalmente e socialmente, dal fatto che mano mano che vi avvicinate, sono le urla, che prima sentite da lontano e poi sempre più forti fino a farvi impazzire dal dolore che producono al vostro cervello. Urlaaaaaaaa. Urla disperate, urla angosciate, urla rabbiose, urla piene di odio, urla che attraversano il cemento e che si schiacciano nei timpani, l'urlo violento che è violenza. Ma vince chi urla di più? Urla infantili, urla di adulti accompagnati da porco dio. Urla di ragazzi accompagnati da puttanaaaaa, frocioooooo, stronzooooo. Sapete dove siamo? Nella centralissima Milano, a pochi passi dall'Arena dove fino a poco tempo fa passeggiavano donne con il cappellino e sulle carrozze e d'estate si soffiano con il ventaglio. Ma qui è il dominio delle urla e chi non soggiace a questo dominio oltre le urla c'è il bastone impugnato da qualche vigliacco con il viso coperto dietro l'angolo. Sembra di essere in un altro tempo, invece, è il nostro tempo. E' il tempo dell'urlo che trasfigura il viso rendendolo simile ad un animale.
Venite fatevi un giro nelle case popolari di Milano. Non è necessario andare troppo lontano, in qualche sperduta periferia. No basta passeggiare e svoltare in un ghetto e vi trovare in un'altra dimensione. Devi semplicemente seguire l'urlo del ghetto e adeguarti, l'urlo di normalizza.

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