Sebbene l'autorità possa essere vista come un aspetto essenziale della leadership e dell'organizzazione sociale, abusarne può seriamente disturbare le relazioni interpersonali. Una dozzina di semplici comportamenti sotto riportati dimostrano la corrosione attraverso l'autorità:
- Costruire barriere: la persona con autorità inizia ad innalzare se stessa e ad allontanarsi dagli altri, usando segretari, uffici speciali, emissari o altri mezzi.
- Utilizzare le persone come attrezzi: la persona con autorità si rivolge agli altri come fossero strumenti da usare per la sua volontà. Questo comportamento è impersonale e deumanizzante.
- Non controllare sè stessi: la persona agisce arbitrariamente e non vede il proprio bisogno di controllo perchè crede di non poter sbagliare. La validità del suo comportamento gli sembra evidente e lo porta a non collaborare con gli altri.
- Far pesare il proprio livello: la persona con autorità si rivolge agli altri in termini relativi alla loro posizione gerarchica, ossequiando l'élite e con condiscenza verso i subordinati.
- Usare linguaggi speciali: la persona usa parole, abbreviazioni ed etichette in modi speciali.
- Eliminare opposizioni: la persona autoritaria non tollera veri disaccordi. Demolisce o distrugge chi dissente.
- Mostrare pseudo-umiltà: la persona è protettiva e dolce a volte, indifferente altre.
- Sottolineare regole e conformità: la persona insite su una sempre crescente serie di regole, enfatizza modi convenzionali e conformismo, tende ad evitare i rischi di cambiamento.
- Dicotomizzare: la persona considera le cose giuste o sbagliate, buone o cattive. E' intollerante verso l'ambiguità.
- Non tenere veri rapporti con i subordinati: la persona seleziona donne e uomini con il criterio della propria adulazione. Sceglie gli adulatori.
- Divenire duri quando si è ansiosi: la persona vuole lavoro duro, usa la mano pesante, usa il potere come modo conveniente per negare l'ansietà e seppellisce se stessa nel lavoro, senza essere veramente produttiva.
- Negare l'introspezione: la persona nega il suo lato più debole, cioè le emozioni in generale e i sentimenti come la tenerezza e la passività. Essa inoltre nega le proprie difese e i conflitti interni.
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